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NEWS » L’ULTIMA CASCINA DI SEGRATE / 2

L’ULTIMA CASCINA DI SEGRATE / 2

Ecco, il momento atteso e tanto temuto è arrivato. La famiglia Magenes si sveglia una mattina e trova più della metà dei terreni, in comodato per la coltivazione, serrati da una lunga recinzione da cantiere che ne impedisce ogni utilizzo.

Non fa niente se all’interno di questo pezzo di campagna rigogliosa scorra una magnifica roggia di acque limpide con una lunga fila di pioppi secolari a farle da sentinella. Vietato l’accesso. Qui si costruisce! Che cosa? Un ospedale, una casa per anziani, una scuola, una struttura irrinunciabile per il bene pubblico così importante da far dimenticare questo bendiddio di verde? No : l’ennesimo parcheggio in superfice. Dicono che per chissà quale scambio urbanistico per altre vicende di cementificazione di Segrate (il mega, super centro commerciale nella ex dogana?) questo parcheggio avrebbe dovuto essere fatto nella ristrutturanda area della  fu fabbrica Nardi. Troppo facile e troppo appetitoso affondare le lame delle ruspe nella soffice cotica di un fertile terreno agricolo. E così sta succedendo. Bollenti e luccicanti lamiere di auto al posto di fagiani, starne e fauna di vario tipo che, a due passi dai micidiali e congestionati assi di traffico dell’hinterland milanese, in quell’area avevano trovato rifugio.

Chissà se c’è ancora tempo per fermare lo scempio che chiuderebbe ogni possibile connessione di verde fra il Parco Forlanini e il Parco Azzurro dell’Idroscalo.

Intimorisce il cartello di cantiere che indica in una fantomatica “bonifica bellica” i lavori preliminari alla futura devastazione. Fanno ben sperare gli orientamenti della nuova amministrazione segratese sulla conservazione del territorio che stanno voltando pagina ad una stagione piuttosto discutibile in questa materia. In ogni caso, cittadini sveglia, è il momento di dire la vostra!

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