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LE DOMENICHE A SPASSO NON SONO UNO SPASSO

E’ ora di dire quello che la stragrande maggioranza dei milanesi pensa ma non osa dichiarare: le domeniche a piedi non centrano nulla con la lotta all’inquinamento. Sono solo uno strumento odioso per imporre visioni ideologiche che compromettono gravemente la libertà e l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Riguardo ad una questione così importante come la difesa dell’ambiente, irrisolta da decenni, ci possono essere due atteggiamenti da parte delle istituzioni: l’uno è affrontare con determinazione nel tempo il problema illustrandone i costi e le modalità alla cittadinanza, l’altro è consegnarsi all’emergenza intervenendo esclusivamente sull’apicalità del fenomeno. L’Amministrazione milanese è riuscita a sceglierne un terzo: poiché i programmi seri a lungo termine sono troppi faticosi, poiché i dati emergenziali non li capisce più nessuno, prendiamo sette domeniche l’anno, facciamo il nostro ipocrita atto di contrizione e il problema è risolto. Non importa poi se quel giorno un “foen” impetuoso ci rende l’aria pulita come sul Cervino oppure se per una settimana Giove pluvio ci gratifica di salvifiche precipitazioni. Ma non c’è solo questo. Ecco che spunta lo stato sovietico: le domeniche a piedi non servono per combattere l’inquinamento ma per “educare ad un diverso stile di vita i cittadini”. Quindi tutti in piazza a frequentare gli ameni mercatini equosolidali o a gustare gli irrepetibili intrattenimenti comunali (chi li paga?). Amministratori di Milano, rifate il punto della situazione. Ravvedetevi in fretta. Milano non è un paesino di campagna, è una grande metropoli europea, fra le prime per importanza e ricchezza a livello internazionale. Le sue dinamiche economiche, pericolosamente a rischio in questi tempi, non ammettono improvvisazioni. Non è possibile imporre il coprifuoco della veicolazione privata in tutto, proprio tutto il territorio comunale nell’unica giornata in cui il traffico, naturalmente ridotto, consente una scelta libera di mobilità. Siete voi che dovete dimostrare che il trasporto collettivo è meglio di quello privato, non i cittadini a fare penitenza!

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