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IL COMIS IN LIGURIA: UN TUFFO NELLA TRADIZIONE

La maggior parte delle mostre che si svolgono al Parco Esposizioni Novegro hanno una radice collezionistica rivolta ai più svariati argomenti.

E’ tutto merito del Comis, l’ente di esperienza ultra cinquantennale che della storia ha fatto un mezzo fieristico- commerciale di grande profilo economico e culturale.

Questo modello che passa attraverso rassegne come Brocantage, Militalia, Novegro Vinile, Auto e moto d’epoca, solo per citarne alcune, non poteva che trovare anche occasioni geograficamente diverse. Dirottando per una volta dagli ambiti specifici dell’insediamento fieristico di Novegro verso i lidi marini liguri, è nato lo scorso anno Cinque Terre Vintage Boat che verrà ripetuto quest’anno nei giorni 3 e 4 settembre. Facile dedurne le peculiarità dal nome quanto allo spirito può essere utile l’elzeviro seguente.

 

Di mare in mare, di padre in figlio.

 

Di solito sta appartato in un angolo del vecchio cantiere o del capannone ingombro di attrezzi e di memorie. In disparte ma non inattivo. Talvolta è dietro ad una polverosa scrivania a dare una mano ai conti o, molto più spesso, intento ad un particolare in costruzione a cui solo la sua esperienza può dare la soluzione giusta.

Sono i padri, i vecchi maestri d’ascia che ostinatamente rappresentano la congiunzione di un orgoglioso passato di fatiche e successi con la problematica attualità del presente.

Stessi odori, di legno, di resine, di plastiche. Stesse penombre e stesse sagome che pendono da qualche parte come costumi di scena in disuso di un teatro abbandonato. Dime, strumenti di lavoro e di misurazione tramandati nel tempo, mescolati a quadri, disegni e fotografie ingiallite di opere di successo. Davanti, i figli di cui solo l’anagrafe e il pungolo di una nuova commessa riescono a rompere la riservatezza assorbita in dote come l’abilità delle mani.

Non importa se il mare si chiami Tirreno o Adriatico. Le parole dei vecchi  sono comunque scarne pronunciate in cadenze del tutto diverse ma ugualmente avare nel raccontare un passato fatto di sudore, rischio e sacrifici ma anche di costruzioni fantastiche: imbarcazioni dalle dimensioni più diverse con l’impronta indelebile di una scuola e di un’arte.

Che patrimonio prezioso in bilico tra l’oscurità dell’oblio e l’altare di un riconoscimento di chi ancora oggi apprezza e capisce!

Certo, il legno è fuori mercato e l’aiuto delle istituzioni , ancorchè si manifestasse, forse lederebbe quel modo orgoglioso di essere impresa che fa a pugni con le “regole” sbrigative e spietate dell’economia di oggi.

Ma, prima o poi, la forza delle cose e dei sentimenti si imporrà e allora proromperà il plauso dei “conservatori” e il rammarico dei “demolitori” due volte sconfitti: sul piano morale e su quello della borsa perché certe testimonianze anche sotto questo profilo saranno sempre più preziose.

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