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NEWS » IL BAGAGLIAIO DI NOVEGRO AGGIUNGE IL “TERZO STIVALE” AL BABBO NATALE MENEGHINO

IL BAGAGLIAIO DI NOVEGRO AGGIUNGE IL “TERZO STIVALE” AL BABBO NATALE MENEGHINO

All’inizio c’erano solo gli “O Bej, O’ Bej”, la tradizionale sagra milanese fatta di bancarelle con i più disparati prodotti che si assiepavano intorno a S.Ambrogio proprio nel giorno della sua Festa: il 7 dicembre. Una fiera di antica memoria come erano le fiere di una volta fatte di un’offerta semplice: oggetti per la casa, giocattoli, dolciumi… che nelle generali ristrettezze del tempo si caricavano di irresistibile attrattiva tanto da far prorompere, soprattutto sulle bocche dei bambini, quella gioiosa esclamazione che è diventata il suo nome.

Poi, l’esplosione del consumismo ne ha cambiato a poco a poco il carattere non certo per segnarne il declino. Anzi, le bancarelle si sono moltiplicate con mercanzie per tutti i gusti e dalle origini più diverse.

Non standoci più nelle vie abituali, assalite da migliaia di furgoni e attrezzature di vendita, gli “O’ Bej, O’ Bej” sono stati trasferiti nel più ampio anello delle strade intorno al Castello Sforzesco. L’identità originaria si era forse perduta ma la consistenza dell’evento continuava a rimanere massiccia.

Finchè a qualcuno è venuto in mente che lo shopping natalizio di curiosità etniche, unito alla degustazione dei cibi e delle bevande di circostanza potesse esprimere valida materia per una fiera vera e propria di prodotti dell’artigianato, questa volta veramente internazionale, nello stesso periodo, in un quartiere organizzato e prestigioso come la Fiera di Milano.

Milan l’è un gran Milan. Poteva l’una manifestazione sostituire l’altra ? Macchè, c’era posto per tutte e due, anzi, per tutte e quattro perché entrambe si sono nel frattempo allargate e moltiplicate in espositori e visitatori.

Ed eccoci a noi. Qualcuno sul giornale , incensando i valenti organizzatori di “Artigiano in Fiera” ha un po’ snobisticamente criticato il “taroccame” degli attuali “O’ Bej, O’ Bej”, sottolineando come fosse la kermesse di Rho-Pero ad averne ereditato, moltiplicandole per mille anzi per milioni, le più genuine caratteristiche, mentre la Sagra di S.Ambrogio regrediva a monotona paccottiglia vu cumprà.

Ragionamento non del tutto vero primo perché l’Artigiano è diventato qualcosa di molto diverso, quasi un palcoscenico mondiale di istituzioni pubbliche e proposte commerciali che non hanno nulla del

vivace ma casalingo evento della vecchia Milano , secondo perché gli “O’ Bej, O’ Bej” continuano a costituire un’occasione di grandissima attrattiva con prezzi di accesso per i partecipanti imparagonabilmente più abbordabili della Fiera di Milano. E allora ? E’ il caso di dire: fra i due litiganti il terzo gode.

Infatti, piano piano, il mercatino natalizio di Novegro, il Bagagliaio, che per l’appunto si è tenuto l’8 dicembre, in concomitanza con gli altri due , ha registrato il gran pienone. Sotto le grandissime volte dei padiglioni del Parco espositivo era assiepato di tutto, veramente di tutto ma niente di banale. Proprio secondo quello spirito di gran bazar di oggetti della tradizione evocato dall’articolista, sopra chiamato in causa, in un colorito fondo nella pagina milanese del Corriere della Sera. E così, in Fiera di Milano le grandi istituzioni e le catene di operatori, nelle vie di Milano le bancarelle dei commercianti più svariati e a Novegro i privati che si divertono a fare i mercanti per un giorno…prenatalizio!

Il terzo stivale di Babbo Natale è servito. E’ piaciuto così tanto che si replica. Domenica 22 dicembre p.v. gran finale: il Bagagliaio è pronto a riempire ogni slitta !

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