Intanto che la prossima apertura della prima tratta Aeroporto di Linate – Passante Ferroviario della MM5, prevista per il gennaio 2021, entri in funzione, la Milano monoplanare ed europea deve trovare le sue parallele vie di scorrimento, a piedi e in bicicletta, da piazza del Duomo, tanto per intenderci, verso i nodi periferici di servizi e salutare ricreazione. E’ questa una verifica che tutti, amministratori e cittadini, dovrebbero fare, per legare quanto più possibile l’area metropolitana all’utilizzo concreto degli spazi collettivi verso tutte le direzioni, nord, sud, est, ovest, ben sapendo che ognuna è diversa dall’altra per storia, ambiente e caratterizzazione sociale.
Noi, per elezione territoriale, ci occupiamo della parte est, a vocazione storicamente agricola, che nel tempo è stata arricchita da infrastrutture di importanza nazionale e internazionale come l’Idroscalo e l’Aeroporto di Linate. A loro volta questi elementi sono diventati enormemente attrattivi per tutta la dinamica di sviluppo dell’intera metropoli.
Ma queste potenzialità sono oggi mortificate da una incompleta organizzazione dei percorsi a piedi e in bicicletta. A questa carenza, nella speranza che l’amministrazione pubblica se ne faccia presto carico, anche con la realizzazione della progettata pista ciclabile interna al Parco Forlanini, desideriamo rispondere con qualche pratico suggerimento motivato da questo semplice quesito: come è possibile partendo da piazza del Duomo raggiungere a piedi e in bicicletta l’Aeroporto di Linate e poi l’Idroscalo magari passando dal Parco Esposizioni Novegro?
Innanzitutto scartiamo la direttrice più semplice che è quella di corso di Porta Vittoria, corso XXII Marzo, viale Corsica e viale Forlanini perché troppi sono gli impedimenti di traffico nella zona di città e di cesure insormontabili come gli innesti delle tangenziali in quella appena fuori dall’abitato. Ne scegliamo un’altra che vale sia a piedi che in bici. Il percorso inizia in piazza S.Babila e prosegue per corso Monforte poi piazza Tricolore, viale Argonne e quindi via Corelli fino all’”ingresso” del Saini. E’ preferibile questo taglio in quanto dal Saini in poi, lungo la via Corelli, non c’è più pista ciclabile e il ciglio della strada, seppur battuto da vari camminatori, non offre uno standard di sicurezza accettabile.

Si attraversa dunque il Parco Forlanini lungo la recinzione sul suo lato est che parte dal Canile e arri

va fino al marciapiede sinistro, guardando l’Aeroporto, di viale Forlanini. Questa recinzione è oggi piuttosto contestata in quanto impedisce l’attraversamento per vie interne del Parco. Chissà se in futuro ne verrà operata un’apertura (1° impedimento). Per le biciclette prima dell’immissione sul marciapiede di cui sopra troviamo una difficoltà imprevista per accorciare il percorso: un piccolo tratto di sterrato senza il quale si ritorna indietro per i vialetti asfaltati a riprendere l’uscita/entrata vera e propria su viale Forlanini. Si va quindi verso l’Aeroporto lungo un marciapiede abbastanza stretto ma perlomeno protetto da una sequenza di archetti di acciaio che lo dividono dal traffico assai veloce del vialone. Passati i due attraversamenti semaforizzati, all’inizio del viale che va verso l’Idroscalo, ci troviamo pressochè davanti all’Aeroporto e qui c’è il (2° impedimento)(per le biciclette). Sfilati infatti lungo il distributore Agip, troviamo la strada impedita dalla recinzione del parcheggio Sea e per la bicicletta non c’è lo spazio per lo scorrimento lungo la strada che porta agli arrivi dell’Aerostazione. Per passare bisogna arrangiarsi in qualche modo schivando le macchine che passano veloci. Dall’Aeroporto in avanti tutto è adesso più semplice o p

erlomeno abbastanza più semplice. Si può proseguire lungo il percorso a fianco del vialone dell’Idroscalo oppure attraversare comodamente il medesimo e prendere la strada, provvista di ciclabile, che porta dritti al Parco Esposizioni Novegro e da lì, prendendo la via Rivoltana ,costeggiando il Luna-Park e utilizzando il sottopasso di fronte, ritrovarsi all’ingresso Tribune del “mare di Milano”.
Un percorso di guerra? Non proprio. Forse un po’ lungo ma si sa è la meta che conta nei viaggi. Come è evidente basterebbe poco per rendere il tutto più comodo e gratificante: un piccolo sforzo che nel grande calderone della riqualificazione delle periferie milanesi darebbe tanto con pochissima spesa.