Iscriviti alla newsletter



Sei gia' iscritto alla newsletter e vuoi cancellarti? Clicca qui!

Richiesta info

Nome e Cognome Telefono Email Messaggio
Ho letto e accetto l'informativa ai sensi del D.Lgs. 196/2003
WIFI Zone
Le Fiere A - Z » MilanoNovecento » Tematiche Milano Novecento 2013

Archivio Tematiche Passate edizioni



Tematica Milano Novecento 2015

Tematiche Milano Novecento 2013

 

Art Wear, Arte da Indossare

 

Mostra a cura dello Studio Archeo900 - Ferrara
www.archeo900.com 
Collezione Mirna Boncina - Bologna   


80 disegni originali per tessuti realizzati a tempera da tre artisti francesi, Leon Kittler e E.G.Jehlen di Parigi e George Seytier di Lione, affiancati da tutta una serie di documenti, circa 60, costituiti da litografie, pochoirs, tessuti, ricami, papiers peints, campionari, manuali e oggetti, tesi a dimostrare, puntando sulla diffusione di alcuni stilemi, la stretta correlazione esistente fra arte e tessuto negli anni ’20 e ’30 in Francia, Italia, Austria e Germania.

La mostra consiste in 80 disegni originali per tessuto realizzati a tempera da tre artisti francesi, Leon Kittler e E.G.Jehlen di Parigi e George Seytier di Lione, affiancati da tutta una serie di documenti, circa 60, costituiti da litografie, pochoirs, tessuti, ricami, papiers peints, campionari, manuali e oggetti , tesi a dimostrare, puntando sulla diffusione di alcuni stilemi, la stretta correlazione esistente fra arte e tessuto negli anni ’20 e ’30 in Francia, Italia, Austria e Germania.

Cominciarono le Avanguardie del Novecento a insinuare il dubbio che con le fibre si potessero creare capolavori: William Morris, precorritore delle avanguardie, prima, poi il Futurismo con Giacomo Balla, il Cubismo con Sonia Delaunay e Paul Poiret e quindi la Wiener Werkstatte e il Bauhaus sono stati alfieri di quella che verra' definita
“Art Wear - Arte da Indossare". E’ allora che l’abbigliamento, ed in particolare il tessuto, cominciano ad essere considerati una componente essenziale della vita, intesa come forma esteriore, inducendo gli artisti ad affrontare, accanto al problema della moda, anche quello dei disegni dei tessuti. I documenti presentati in questa mostra, dai disegni ai tessuti, dalle carte agli oggetti, vanno percio' letti in questo modo rilevando in essi tutti i vari spunti che le correnti artistiche o gli eventi culturali del momento forniscono: alla Secessione viennese si puo' risalire per la riduzione del disegno all’elemento lineare, al Fauvismo ed ai Balletti russi per la profusione dei colori puri che si coniugano in contrasti violenti ed aggressivi, al Cubismo per quelle masse colorate, senza prospettiva ne effetti di luce, che definiscono l’oggetto solo attraverso le forme geometriche che lo compongono, al Futurismo per quell’idea di movimento che queste forme riescono a suggerire, all’arte orientale per un diffuso esotismo di fondo nelle linee e nelle atmosfere. E se Leon Kittler, E.G.Jehlen, George Seytier , George Darcy e tutti gli altri artisti che hanno contribuito a realizzare questi documenti possono suggerire filoni diversi di possibilita', sono per tutti sollecitati da uno stesso clima culturale di novita' e sperimentazione che determina, nel nostro caso, una costante ricerca sulla massa e sul peso dei neri o sull’embricazione di cerchi ed ovali, sui rapporti di colori fortemente contrastanti o sui minimi scarti dei valori dei colori, sull’utilizzazione del fondo nero e sulla frequenza di figure distinguibili come i motivi floreali o geometrici o un insieme di entrambi. 

 

 

 

 

"LEI" - Claudio Brocchini

Mostra a cura dello Studio Archeo900 - Ferrara
www.archeo900.com

 

“Sono Claudio Brocchini, 54 anni, marito della stessa donna da 30, e nonno da 7 anni, non ho ancora capito se sono avanti o indietro, forse avanti visti i tempi comunque ho avuto la fortuna di aver sempre fatto quello che mi piace e con passione, sempre con esperienze dirette. A dieci anni mio padre mi faceva carteggiare le stuccature in falegnameria, a 20 ho incominciato a lavorare i metalli per costruire un portapacchi per un viaggio in Africa, a 30 ho fatto esperienza con le bici e l'antiquariato, a 40 ho realizzato pezzi unici per la moda. Oggi invece li costruisco per la casa. I miei studi importanti: un unico esame alla facoltà di architettura di Firenze ottenendo il massimo dei voti. Detto ciò, se devo dare un titolo al lavoro attuale che mi rappresenta scelgo :"NE COMBINO DI TUTTI I COLORI". Hanno scritto di me: “Claudio Brocchini si e' allenato fin da bambino a scegliere con sicurezza l'oggetto, il mobile, la nota caratteristica che altri sono incapaci di cogliere e valorizzare. Va dritto all'anima delle cose, le costringe a dichiarare la loro segreta bellezza, il loro legame con l'affascinante e misterioso mondo delle suggestioni mentali.”


 

 

 

COMIS c/o Parco Esposizioni Novegro - Tutti i diritti riservati 2013 - P.Iva 08610390158